Nel 1099 tra i vigneti e gli orti che ricoprivano la parte settentrionale della città di Roma, vicino alle mura Aureliane, la prima pietra della Chiesa di Santa Maria del Popolo fu posta da Papa Pasquale II. Con questo atto lo sviluppo di quella parte della città fu praticamente iniziato, e nel corso di settecento anni avrebbe assunto la configurazione che ora possiamo cogliere in tutta la sua complessità.

È nata PIAZZA DEL POPOLO. L’unico elemento emergente fu l’Augusteo, trasformato nel 1421 in una fortezza per il controllo della parte settentrionale della città tra il Tevere e la collina. Il mausoleo era circondato da pioppi il “POPOLUS” a cui si rintraccia il nome della piazza. Con il passare del tempo e dopo la trasformazione della Cappella eretta da Pasquale II in chiesa, iniziò ad essere usato il termine PIAZZA del POPOLO. L’origine del predicato “PERSONE” deve essere fatta risalire a più di quanto tu abbia popolazioni agostiniane alla nascita della chiesa. Attraversando Piazza del Popolo entriamo in Via del Babuino (nome attuale) già esistente nel XIV secolo e in realtà aveva due nomi: Via dell’Orto di Napoli e Via del Cavalletto. Nel 1525, grazie al lavoro svolto da papa Clemente VII, la strada assunse un nuovo volto e un nuovo nome: la via Clementina in onore del suo creatore divenne via Paolina perché pose Paolo III nel 1540.

Nell’interesse di Pio V nel 1571 fu installata una nuova fontana per l’uso dei cittadini e per la sua realizzazione fu collocata la statua della divinità classica “SILENO” legata alle sorgenti.
La statua divenne famosa per gli abitanti del quartiere per la sua bruttezza al punto da paragonare la figura a una scimmia così nata “ER BABUINO” che divenne il nome della strada.

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Continuando la storia all’inizio del 1662, la prima pietra della Basilica di Santa Maria in Montesanto fu benedetta da Mons Girolamo Castaldi e in quell’occasione papa Alessandro VII andò a visitare le opere che aveva affidato a Carlo Rinaldi, che dopo un po ‘morì. I lavori iniziarono a fermarsi alle finestre della cupola: furono ripresi pochi anni dopo e completati grazie alla munificenza dei Castaldi divenuti monsignori per l’opera di Carlo Fontana, Mattia De Rossi sotto la supervisione di Gian Lorenzo Bernini. Nel tempo la basilica di S. Maria in Montesanto divenne la Chiesa degli Artisti. Nell’adiacente sede di S. Maria in Montesanto ce n’è una piccola che dal 1921 è stata inserita un’attività commerciale di ottica condotta per due generazioni: il 10 marzo 1967, subentrando l’esercizio, viene istituita l’ottica di Alessandro Spiezia in via del Babuino a casa numero 199.

Tre regole fondamentali sono state e sono i cardini dell’ottica Spiezia : correttezza, serietà e professionalità con questi principi, Spiezia è diventata un riferimento di fondamentale importanza. Con la sua disponibilità e professionalità ha accolto molte personalità tra cui il Maestro Fellini, Giulietta Masina, il Maestro Monicelli e Magni, Pietro Germi, Marcello Mastroianni e l’ex presidente Bill Clinton. Per anni ha partecipato come esperto alle trasmissioni di “UNO MATTINA” fornendo notizie utili a tutte quelle persone che devono affrontare correzioni con gli occhiali, notizie sulla contattologia utili consigli su come affrontare i problemi riguardanti le radiazioni della luce solare. Da alcuni anni l’ottica Spiezia si avvale di suo figlio Luca, che da buon ottico-optometrista riporta tutte le innovazioni nel campo della ricerca.